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Una favola politica, un viaggio filosofico. Un avvertimento che ci rifiutiamo di ascoltare.
In un mondo in cui caffè, cacao e cotone sostengono gli agi dei privilegiati, una rivolta silenziosa scoppia lontano dalle aule universitarie e dai caffè etici. Quando la nazione di Sahrlvanagh blocca l'esportazione delle sue tre materie prime vitali, il mercato globale trema, ma il vero terremoto è morale, non economico.
Attraverso gli occhi di Galeazzi Galvani, un giovane studente che assorbe i vuoti dogmi del mondo accademico, il lettore assiste al disfacimento di un mondo costruito su dipendenza mascherata, virtù compiacente e ipocrisia ereditata. Ciò che inizia come frustrazione per l'aumento dei prezzi diventa un'inquietante esplorazione dei residui coloniali, dell'attivismo performativo e del fervore teologico del consumo etico.
E al centro c'è Toussaint, un leader visionario e inquietante che osa spezzare il guinzaglio della servitù economica. Le sue riforme suscitano ammirazione, indignazione, paura e speranza, mentre sfida non solo i mercati mondiali, ma anche la sua immaginazione morale.
La sovranità vale la fame?
La dignità può sopravvivere alla dipendenza?
E quando la libertà fa aumentare il prezzo della tua bevanda mattutina, da che parte della libertà ti schieri?
Caffè, cacao, cotone è un romanzo breve provocatorio e intellettualmente feroce che fonde filosofia politica, satira e cronaca narrativa. Svela i meccanismi nascosti dietro le comodità quotidiane, interroga le illusioni del progressismo e sfida i lettori a riconsiderare il loro posto nei sistemi globali da cui traggono beneficio ma che raramente mettono in discussione.
Una storia per i lettori di J. M. Coetzee, Ngũgĩ wa Thiong'o, Albert Camus, Arundhati Roy e chiunque sia attratto dalla letteratura che interrompe l'autocompiacimento e rifiuta le risposte facili.
Questo è uno specchio del nostro secolo.