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Prima di diventare il simbolo della medicina, Ippocrate fu un uomo.
Nella Grecia di più di duemila anni fa, quando il corpo umano era ancora avvolto da misteri e la malattia poteva trasformarsi rapidamente in paura, alcuni medici iniziarono a guardare la sofferenza con occhi diversi. Tra loro emerge la figura di Ippocrate, il medico di Cos il cui nome sarebbe rimasto legato per sempre alla storia della medicina.
Ma chi era davvero Ippocrate?
E soprattutto, come viveva la professione di medico in un mondo nel quale non esistevano ospedali moderni, antibiotici, analisi di laboratorio o strumenti capaci di mostrare ciò che accadeva dentro il corpo?
Questo libro racconta Ippocrate attraverso la storia, la medicina e l'esperienza umana del malato. Il lettore viene accompagnato nell'antica Grecia per conoscere il mondo nel quale nacque e si sviluppò la tradizione ippocratica, seguendo il medico nella sua ricerca di fronte alla malattia, alla sofferenza e all'incertezza.
Il racconto entra nel mondo del Corpus Hippocraticum, nelle osservazioni cliniche, nelle epidemie, nella prognosi, nell'importanza dell'ambiente e nell'attenzione al decorso della malattia. Ma affronta anche una questione più profonda: il rapporto tra il medico e la persona che gli affida la propria vita.
Perché dietro ogni malattia c'è un essere umano.
Un uomo che ha paura.
Una donna che aspetta una risposta.
Una famiglia che spera.
E un medico che, per quanto possa sapere, non può sempre promettere la guarigione.
Ippocrate diventa così il punto di partenza di una riflessione che attraversa più di duemila anni di storia e arriva fino alla medicina contemporanea. La scienza cambia, le conoscenze aumentano, gli strumenti diventano sempre più sofisticati, ma il rapporto tra chi soffre e chi cerca di curarlo conserva qualcosa di profondamente umano.
Questo non è il racconto di un uomo trasformato in leggenda.
È il racconto di una figura storica osservata attraverso ciò che le fonti permettono realmente di conoscere, distinguendo la documentazione dalla tradizione e dalla memoria costruita nei secoli.
Dalla Grecia antica fino al significato moderno della professione medica, il viaggio di Ippocrate diventa anche un viaggio dentro la fragilità dell'uomo, nella paura della malattia, nel bisogno di fidarsi e nella responsabilità di chi riceve quella fiducia.
Perché la medicina può cambiare, ma la domanda rimane la stessa: cosa significa davvero prendersi cura di un altro essere umano?