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Sono passati 25 anni dal G8 di Genova, quando centinaia di migliaia di persone manifestarono contro la globalizzazione neoliberista e i sanguinosi scontri di piazza segnarono un prima e un dopo. Non solo per chi c'era, ma anche per la gestione dell'ordine pubblico negli anni a venire. Il numero di giugno di MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, in libreria da venerdì 12 giugno, propone un'ampia ricostruzione di quelle giornate, a firma di Mario Portanova: il blocco nero, le cariche contro i manifestanti inermi, la catena di errori – o peggio – che porta all'uccisione di Carlo Giuliani in piazza Alimonda, le violenze e gli abusi a Bolzaneto e alla scuola Diaz... Ma MillenniuM non si ferma al ricordo di quei giorni. Venticinque anni dopo prova a rispondere alla domanda: chi aveva ragione fra i “grandi della terra” che promettevano più benessere e democrazia per tutti grazie al libero mercato globale, e il movimento che li contestava fuori dalle grate della zona rossa? Salvatore Cannavò ricostruisce la crisi della globalizzazione e delle sue istituzioni, a partire dalla famigerata Organizzazione mondiale del commercio, sotto l'urto di crisi finanziarie, guerre, nuovi equilibri geopolitici, pandemia... Chiara Brusini fa parlare i numeri: l'andamento delle disuguaglianze in questo quarto di secolo mostra chiaramente che gli sconfitti della globalizzazione sono proprio le classi medie occidentali (in Italia ancor più che altrove) e i poveri, sempre più poveri. Del resto la più autorevole, recente, autocritica su questo fronte è arrivata da Mario Draghi, racconta Roberto Casalini, che descrive anche la “conversione” di chi all'epoca si accaniva contro i manifestanti, a partire da Giorgia Meloni. Sul confronto fra ieri e oggi intervengono anche alcuni protagonisti di allora che oggi non hanno smesso di perseguire “un altro mondo possibile”, come Vittorio Agnoletto e Monica Di Sisto. Infine Luca Casarini, all'epoca leader dei Disobbedienti e oggi attivista sul fronte dei migranti, si racconta a Tommaso Rodano in una lunga intervista: “Oggi siamo dentro democrazie morenti e viviamo nel pieno dell'irresponsabilità dei vertici dei governi mondiali”.
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